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è morto Biscardi

Per un periodo per lavoro dovevo andare a Roma, per l'esattezza quartiere EUR, tutte le settimane. Come tutti gli abitanti di Roma sanno bene, per arrivare dall'EUR a Fiumicino è praticamente un attimo, in mezzora te la cavi. Per arrivare a Termini potrebbe darsi che, in ora di punta, non ti bastino 2 ore. Per tornare a Milano prendevo l'aereo. Per uno strano gioco di orari, il venerdì, al ritorno a Milano, prendevo lo stesso aereo che spesso prendeva Biscardi. Alla gate eravamo tutti in fila con biglietto e documento, tranne lui che esibiva solo il biglietto. Faceva alla hostess: <<Devo mostrare il documento di identità o  mi riconosce anche senza?>> e sistematicamente la hostess lo faceva passare. Mi sono sempre chiesta cosa sarebbe successo se una hostess gli avesse detto:<<sì, per piacere, mi mostri il documento. Non so chi lei sia e non la riconosco affatto>>. Non è mai successo. Per lo meno non è mai successo davanti a me. Le hostess lo facevan...

breve considerazione su un fatto di cronaca

Anche oggi una donna, in questo caso una ragazza giovanissima, è morta per mano del suo fidanzatino. 16 anni lei, appena un anno di più lui. è stato coniato un nuovo termine per questo genere di situazione: femminicidio. Trovo il termine orrendo, ma trovo interessante che si sia sentita la necessità di inventare un termine nuovo, talmente frequente è la situazione. Cambiano i nomi, cambiano le età, cambia l'ambiente, ma la storia è sempre quella: una relazione conflittuale, tormentata e alla fine un fidanzato, un convivente, un marito uccide la controparte. Si individua nel maschilismo dell'uomo, nel suo malato senso di possesso la causa di questo tipo di crimine, sempre così terribilmente uguale da diventare persino noioso. in realtà  non esiste carnefice senza vittima e non esiste vittima senza carnefice. sono i due poli di una stessa relazione. quello che veramente è malato è la relazione, di cui entrambi i poli sono responsabili. se si vogliono davvero ridurre i femminicidi...

storie dei giorni nostri: incinta a 15 anni

A dir la verità non è proprio una storia dei giorni nostri. Era il 2003 e da allora sono passati 14 anni e mezzo. Non sono pochi, ma non sono nemmeno tanti. Marta - ma i giornali specificano che è un nome di fantasia - ha 15 ed è incinta di Henri - chissà se il nome Henri è anch'esso di fantasia -. Sono giovani i due ragazzi e non vogliono tenersi il bambino. Se solo la ragazza fosse di 3 anni più grande il problema non si porrebbe in maniera così drammatica, potrebbe abortire senza dover chiedere il permesso a nessuno, ma è minorenne e, per poter interrompere la gravidanza, c'è  bisogno del permesso dei genitori e i due ragazzi sanno che i genitori di Marta quel permesso non lo daranno mai.  I due ragazzi non sanno cosa fare, precipitano in uno stato di angoscia. Quel bambino non lo vogliono, non lo vogliono affatto. è stata una leggerezza, lo sanno bene. Questione di sfortuna. Non ci si può rovinare la vita per un attimo di ... di... gioia? sfiga? superficialità? Non sanno d...

storie dei nostri giorni: strangolata e fatta a pezzi

A ferragosto un atroce delitto è avvenuto a Roma: una donna è stata strangolata e poi fatta a pezzi con una sega. L'autore del delitto è il fratello che viveva con la vittima in un appartamento al Flaminio. Secondo alcuni giornali l'appartamento, in cui è avvenuto il feroce delitto, era di proprietà della vittima che lo aveva eredidato dai genitori. La donna vi si era recata a vivere nel 2005, a seguito della morte della madre. I giornali non lo dicono, ma è possibile che al momento della sua morte, la madre stesse ospitando nel suo appartamento futuro omicida e fratello della vittima. I giornali non lo hanno detto, ma è possibile che la sorella non avesse avuto il coraggio di sbattere il fratello fuori di casa. Se lo avesse fatto forse sarebbe ancora viva ed invece è iniziata una convivenza difficile. Non erano anziani né il fratello né la sorella: 62 anni il fratello omicida e 59 la sorella vittima, che per sbarcare il lunario affittava a studenti una stanza dell'appartam...

la perdita dell'ineffabilità

ineffabile: aggettivo detto di cosa o persona c he non si può esprimere con le parole, spec. riferito a sensazioni, sentimenti, giudizi favorevoli:  i. gioia ;  i. bellezza sinonimo di  indescrivibile, indicibile, inesprimibile. Non so quando, non saprei dire come, né, tanto meno, saprei dirne il perché, ma la nostra epoca mi pare abbia perso il senso dell'ineffabile.  Saper cogliere l'ineffabile richiede la capacità di stare in silenzio, di crearsi uno spazio interiore vuoto per essere ricettivo. Non si può essere ricettivi in mezzo a un tutto pieno di rumori, confusione, discorsi che si perdono in voci confuse. Per essere ricettivi all'ineffabilità bisogna essere stati capaci di fare un vuoto dove prima c'era un pieno.   Il vuoto richiesto è infatti un vuoto attivo. Si tratta di costituire uno spazio interiore che sia stato precedentemente modellato da un qualche contenuto. è uno spazio che mantiene una sua memoria intrinseca priva di volume ed è propri...

città studi: in giro per il quartiere, work in progress

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il comando dei vigili urbani è il retro di una delle mense universitarie e scommetto che a nessuno è mai venuto in mente di fotografarlo   cancelli in mezzo a palazzi a salvaguardia di un abete.  Le gru sullo sfondo per costruire un complesso residenziale al posto di una delle sedi del cnr.  Si butta giù e si ricostruisce.  Città studi è anche così .

saracinesche in città studi: work in progress

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In agosto molti negozi chiudono per ferie e si possono vedere le saracinesche decorate. man mano che ne troverò altre le aggiungerò siamo in pieno agosto e il bar.panetteria-focacceria è chiuso e deserto. di solito è affollato. Non avevo fatto caso che le sue saracinesche fossero illustrate. In città studi parecchi fornai panificano e non comperano il pane già fatto. Dedicherò un servizio ai fornai di città studi. anche questo di solito è un angolo molto affollato. Per via del bar c'è tutta una ressa di studenti, ragazzi e impiegati. betty bop appartiene allo stesso bar di prima.  sono dipinte anche le saracinesche del negozio di casalinghi e quello delle fotocopie.  questo è il negozio dove c'è la grotta di sale rosa dell'Himalaya. Dovrebbe fare bene a chi ha problemi di sinusite. è praticamente quasi davanti a casa. Ogni volta mi dico che la devo provare. Non l'ho ancora fatto.