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I milanesi, la distrazione e i tempi che cambiano

Non se ne parla mai, ma non credo che al mondo ci siano persone più distratte dei milanesi. Ai milanesi, essendo tutti mediamente molto distratti, sembra che sia normale essere distratti. Un po' di distrazione in effetti è normale, ma distratti come loro no. A Milano, per esempio, non basta chiudere la porta di casa dietro le spalle perché non si apra dall'esterno. A Milano, per chiudere la porta di casa, occorre anche, a seconda se si esce o si entra, dare una mandata di giro di chiave o girare il pomello, altrimenti la porta dall'esterno si apre. Ai milanesi sembra che tutto ciò sia normale, se infatti si esce da casa senza prendere la chiave - e ai milanesi succede spessissimo - non succede nulla perché si riesce ad aprire  la porta di casa senza alcun problema. In pratica, quello che ai non milanesi sembra una stravaganza anche un po' pericolosa, è una misura antidistrazione adottata universalmente in qualsiasi posto compreso tra la torino-venezia, autostrada dei la...

commento su un fatto di cronaca nera

Mi incuriosiscono quegli episodi di cronaca nera nei quali ci ravviso l'effetto di passioni e mentalità tipiche dell'epoca in cui viviamo. Credo infatti che la modalità con cui si vivono le passioni e lo stesso oggetto che le scatena siano legate alle nostre condizioni di vita.  Un ragazzo di 35 anni, laureato, con una posizione lavorativa solida è stato ammazzato dalle persone, madre e figlio, alle quali aveva prestato 38000 euro.  Per ogni dettaglio segnalo http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/12/15/news/la_rosa_calciatore_trovato_morto_due_arresti-184181981/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S1.8-T1 Gli assassini, probabilmente, avevano capito che non sarebbero mai stati in grado di restituire il prestito e hanno architettato e realizzato l'omicidio del creditore. Avrebbero poi voluto disfarsi del cadavere sciogliendolo nell'acido. Senza esperienza alcuna né di quali acidi fossero da utilizzare, né del quantitativo necessario e neanche della modalità di reperimento  i ...

il quartiere dove abito: la biblioteca di valvassori peroni

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è una delle biblioteche comunali, la cui tessera dà accesso anche a tutte le altre, Sormani compresa. http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/luoghicultura/biblioteche/sistema_bibliotecario_milano/sedi/biblioteca_valvassoriperoni è aperta anche in agosto in mezzo al verde  ci sono panchine dove si può parlare senza dare fastidio si può anche passeggiare nel giardino il patio interno divani, wifi gratuito e computer a disposizione. c'è l'aria condizionata Vi è anche annesso un auditorium la bacheca dell'auditorium

il quartiere dove abito: la stazione (di lambrate)

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ci si può arrivare in stazione. la stazione è milano lambrate. eccola in alcune foto vista da fuori in agosto in attesa il sottopasso per arrivare al binario giusto sembra enorme

il quartiere dove abito

i l mio quartiere è città studi. Città studi non è i navigli. Città studi non è porta nuova corso como Città studi non è un quartiere fighetto Città studi è Città studi Qualcuno potrebbe dire che manchi di personalità. Non è vero. La sua personalità è di essere città studi. Città studi in agosto è un po' diversa. Gli studenti non ci sono. E forse neanche i professori. Città studi cambia, si modifica. è fatta a modo suo. agosto in città studi: calma piatta spero di aver reso la calma quasi irreale